Un diplomatico, un ingegnere e uno scienziato entrano in un libro e non è una barzelletta (grazie, Henry!)
"L'era dell'Intelligenza Artificiale" di Kissinger, Schmidt e Huttenlocher è il miglior libro sull'IA che abbia mai letto. Fatevi un regalo e leggetelo anche voi, se volete davvero capirci qualcosa.
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TL;DR
L’era dell’Intelligenza Artificiale di Kissinger, Schmidt e Huttenlocher può sembrare un volume tecnicamente datato ma è anche il libro che pone tutte le domande sull’IA che avremmo dovuto farci ieri e a cui dovremo rispondere domani. Se lo leggete, è meglio…

Ci sono i libri che invecchiano male e quelli che invecchiano bene. Questo appartiene a una categoria più rara: libri che, col passare del tempo, diventano più veri, persino se certi dettagli tecnici risultano già superati dagli eventi.
L’era dell’Intelligenza Artificiale. Il futuro dell’identità umana, pubblicato in italiano da Mondadori nel 2023, tre anni dopo l’edizione originale americana uscita nel 2021 per Little, Brown and Company, appartiene a questa terza categoria.
Gli autori sono Henry A. Kissinger, Eric Schmidt e Daniel Huttenlocher: un segretario di stato, un ex CEO di Google e il decano del MIT Schwarzman College of Computing. Tre profili che sulla carta non dovrebbero avere nulla in comune, eppure producono un testo coeso e molto, molto interessante.
Ora, non voglio bluffare: arrivare in fondo è stato faticoso. E non per questioni di carattere tecnico. Non è il tipo di libro dove ti spiegano i concetti base del Machine Learning o come addestrarti un LORA personale. Ho faticato perché a volte ho avuto l’impressione (stolto!) di stare leggendo qualcosa di irrimediabilmente superato.
Certi scenari che gli autori immaginavano si potessero verificare da qui ai prossimi sette o dieci anni si sono già pienamente verificati. Ma questo non ha fatto invecchiare d’un giorno le domande che gli autori sono capaci di porre nell’ambito dell’IA.
Cosa succede alla nostra identità epistemica quando deleghiamo la produzione della conoscenza a sistemi che non possono spiegarci il proprio ragionamento? Come funziona la deterrenza militare quando i sistemi autonomi prendono decisioni in microsecondi, fuori da qualsiasi catena di comando tradizionale? Cosa rimane della sovranità degli stati, della governance internazionale, del diritto, quando la velocità dell'AI supera strutturalmente la velocità delle istituzioni umane? Qual è il rapporto tra identità umana e macchine che imparano, adattano e in qualche misura evolvono?
Il contributo di Kissinger è cruciale: ha vissuto da protagonista ogni grande trasformazione geopolitica del Novecento e sa riconoscere quando uno scenario richiede nuove categorie concettuali per poter essere analizzato approfonditamente. Lo avrà anche scritto quando aveva 98 o 99 anni ma è molto più sensato, intelligente e inquietante di buona parte delle pagine che vedo prodotte da persone con un terzo della sua età.
Sì d’accordo, alcune sezioni dedicate allo stato dell’arte tecnologico al momento della scrittura suonano oggi quasi vintage. I modelli linguistici di allora erano preistoria rispetto a quelli attuali. Le preoccupazioni sulla capacità di generalizzazione dell’AI sembrano ingenue rispetto ai benchmark dei nostri sistemi attuali. Ma questo rafforza il testo, anziché indebolirlo. Perché dimostra che le domande poste dagli autori sono giuste a prescindere da qualsiasi livello di sviluppo tecnologico.
La velocità con cui l’AI evolve non può e non deve essere considerata una risposta a quelle domande.
Ho scoperto che ne esiste un seguito: si intitola Genesi. Come navigare nell’era dell’intelligenza artificiale ed è stato pubblicato in italiano sempre da Mondadori. Gli autori sono ancora Kissinger e Schmidt, con la nota tragica che Kissinger è scomparso nel novembre 2023 prima di vedere il volume pubblicato, affiancati questa volta da Craig Mundie, già responsabile della ricerca e della strategia di Microsoft.
Huttenlocher cede il posto a un profilo più orientato alla governance tecnologica e alla sicurezza, e il libro eredita le domande del predecessore per provare a costruire qualcosa che assomigli a una bussola capace di guidare i lettori.
Non so se sarà buono come il primo (l’ho iniziato come audiolibro), ma se lo fosse, ne riparleremo.
Nel frattempo, se volete davvero capire cosa rappresenterà l’avvento dell’Intelligenza Artificiale nella nostra epoca, leggete o ascoltate L’era dell’Intelligenza Artificiale. Il futuro dell’identità umana.



Mah... Più che ribaltare il paradigma, forse è meglio se fai fare un tagliando alla rete neuronale.
Che poi ci fosse una volta una che qualcuno che la vede come te dicesse con chiarezza quale dovrebbe essere 'sto fantomatico piano. Che vogliono fa'? Controllarci tutti col grafene? Portarci sul bordo del mondo per farci vedere che la Terra è a forma di pizza? Qual è, 'sto piano che manco Fantomas c'arriva?
Caro Davide, io ribalterei il paradigma ovvero, che gli scenari che si sono già verificati, sono già stati descritti nel libro proprio perché chi lo ha scritto ne era a conoscenza che sarebbero avvenuti. È come nei film di fantascienza, è tutta programmazione predittiva, sanno già quale saranno le nuove tecnologie, i nuovi assetti mondiali, le nuove corporazioni... è tutto già scritto, il piano già programmato, soltanto da attuare. Lor signori sono obbligati ad esporre i loro piani. Come la massoneria lo fanno in una maniera che è difficile per le masse accorgersi di quello che realmente succede. Il popolo bue guarda il dito, non la luna. Kissinger per quanto mi riguarda ha già fatto troppi danni nella sua odiosa e velenosa vita e spero che sia all'inferno, posto che merita al 100%. Se proprio si vuole leggere il libro e non foraggiare il mainstream consiglio di trovarlo in copia pirata sul web, non meritano ulteriori oboli più di quelli che prelevano forzatamente e ignobilmente dalle nostre tasche.